CSD sailing team


2009 splendido per la CSD

Sono passati solo tre mesi, ma il 2009 si sta rivelando un anno d’oro per le barche invelate CSD. D’oro come le vittorie inanellate da chi ha creduto nella qualità delle vele disegnate da Angelo Costa e, spesso, si è affidato alla professionalità del Sailing Team della veleria.

L’ultimo successo in ordine di tempo è il campionato primaverile di La Spezia, vinto da Acchiappasogni II di Silvio Siliprandi; ma sono da ricordare anche la vittoria di Coconut di Francesco Sodini al suo esordio nella Settimana di Alassio; Amici Miei, il Platu 25 di Giacomo Bufalini che ha dominato l’invernale di Cala de’ Medici; Spirit of Nerina di Marco Caglieris che si è aggiudicato l’invernale di Sanremo; GLS Stella di Beppe Cavalieri e Stefano Fava alla Coppa Carnevale; Vagula di Vito Catania che ha fatto suo l’invernale di Punta Ala e, in Sicilia, Kammelasoru Buricchia che ha vinto l’invernale di Catania.

Vorrei ringraziare tutti i ragazzi del Sailing Teamnonostante non siano dei professionisti hanno fatto veramente la differenza” scrive Angelo Costa.

L’appuntamento come sempre è in acqua, per le prossime regate.



Vagula conquista il Campionato Invernale di Punta Ala 2009

Vagula, il Baltic 47 di Vito Catania, vince la decima e ultima prova del 28° Campionato Invernale di Punta Ala e si aggiudica il campionato IRC 2009 davanti a Justina, Betta Splendens, Faster 2 e l’ottimo Fetch che, nonostante i suoi trent’anni d’età, è rimasto a lungo in testa alla classifica.

Un campionato combattuto sino alla fine, sia in acqua che a terra, tanto che alla partenza dell’ultima prova erano ben cinque gli aspiranti al titolo IRC compresi nell’arco di appena tre punti.  Fra questi Vagula che, dopo le polemiche delle settimane passate riguardo l’uso dei winch elettrici, scende in acqua con una gran voglia di regolare i conti sportivi in sospeso.

La regata, giocata sul filo dei nervi e dell’orgoglio, inizia però nel peggiore dei modi: a tre minuti dalla partenza il genoa si incastra nel pre-feeder e si rifiuta di salire o scendere. Mentre il conto alla rovescia prosegue inesorabile e la flotta si allinea in prossimità della barca giuria, Vagula arranca con la prua che tenta febbrilmente di risolvere il problema. Al minuto la situazione – letteralmente! – si sblocca: il genoa è finalmente a segno ma Vagula si trova dalla parte sfavorita della linea.

E’ l’ultima regata, ci si gioca il tutto per tutto. Il cuore è in gola, ma le idee sono chiare: Vagula, sola, va decisa a cercare il nuovo vento sulla destra. Sale anche oltre la layline in cerca di quel vento fresco che fa correre la nostra barca: agganciata per prima la pressione Vagula scende veloce e si presenta prima in boa, posizione che non mollerà più sino all’arrivo. Grazie anche all’ottima conduzione ed esecuzione delle manovre, Vagula guadagna metro su metro e respinge i tentativi d’attacco di barche ben più agili e performanti.

Vagula taglia per prima la linea d’arrivo vincendo la prova e il campionato. Una bella prova d’orgoglio addolcita dall’aver battuto, in mare, barche veloci e da regata pura che, per l’occasione, avevano schierato a bordo super-professionisti della vela. A dimostrazione che non sono i winch elettrici, ma Vagula il suo equipaggio, a far la differenza.

Vagula è sponsorizzata da Reys e dall’Azienda Agricola Gulfi.  A bordo: al timone Vito Catania; Angelo Costa, timoniere e tattico; Luca Pepi e Leone Taddei, tailer; Francesco Gabbi, randa; Raffaele Catania, capo grinder; Eleonora de Sabata, drizze; Paolo Pierattini e Alessio Pratesi, albero; Leonardo Sforna, jolly; Stefano De Fuschi e Alessandro Lenzi, prua.

Le classifiche del 28 Campionato Invernale di Punta Ala: IRC e ORC



Vagula: col nuovo certificato, comunque in testa
18 Febbraio 2009, 12:17 pm
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Il nuovo certificato IRC di Vagula conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: non sono i winch elettrici a far vincere le regate. Infatti, calcolando l’aggravio dei winch elettrici e l’abbuono per l’età, il BSF di Vagula per il 2009 migliora di 0,70.

Non possiamo sapere quanto, di preciso, abbiano inciso nel conto totale i winch elettrici, ma il direttore tecnico UVAI Riccardo Provini ci dice che è molto meno di secondo/miglio.

Ricalcolando le classifiche con il valore più alto possibile – un secondo/miglio, cioè molto più di quanto sarebbe stato l’handicap in realtà -  nelle passate regate non sarebbe cambiato nulla: Vagula sarebbe ancora primo in classifica.

Comunque, basta polemiche. Sabato si torna in acqua a regatare.



Punta Ala: Vincere, in mare.
11 Febbraio 2009, 8:29 pm
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Vincere, in mare.

Vince chi è più veloce, chi è più attento a leggere i capricci del vento, chi meglio trasforma la pressione in velocità. Basta questo a vincere: non servono scorciatoie, aiutini o proteste. Non a noi, per lo meno: è lo stile di Vagula, del suo armatore Vito Catania e di tutto il suo equipaggio. E invece sono state le polemiche a condizionare le regate, domenica scorsa a Punta Ala.

b47-08_navstationSul banco degli imputati Vagula, un Baltic 47, una barca da vera crociera (14.500 chili, coperta e interni in teak, due frigoriferi, condizionatore d’aria, computer, televisore e Dio sa che altro) ma che, disegnata da Judel/Vrolijk, con più di 15 nodi è velocissima in acqua. Tanto da passare, con le ultime regate di domenica, nettamente in testa alla classifica generale IRC del campionato. Troppo avanti, evidentemente, per una barca da crociera pura. Così è piovuta una protesta. L’accusa? Utilizzo di winch elettrici. E, addirittura, comportamento antisportivo.

b47-08_owncabinVero: gli unici quattro winch di Vagula sono elettrici. Vagula infatti è un Baltic, una barca da crociera vera: bellissima e pesantissima, una randa senza trasto, un fiocco che non ha manovre correnti sulle rotaie. E i suoi winch elettrici sono perfetti in crociera, ma certo non efficienti in regata: sono lenti, hanno una marcia sola ed è impossibile farci regolazioni di fino tanto che – è successo –  la rottura di una vela è sempre in agguato. Meglio, molto meglio, winch manuali a tre velocità: risparmieremmo, tra motorini e batterie, trecento chili di peso; e per la fatica… con un equipaggio di 12 persone, la potenza dei bicipiti non ci mancherebbe di certo.

Sì: abbiamo usato i verricelli elettrici su Vagula. Apertamente, senza mai nasconderlo. Convinti, in perfetta buonafede, che in IRC fosse consentito. Per questo la protesta ci ha presi totalmente in contropiede.

Ma si possono usare i winch elettrici? Bastava un giro in banchina per capire che c’è davvero molta confusione in merito. Comprensibilmente, visto che praticamente non esistono barche da regata che li usino (che nessuno ci abbia pensato o perché forse non danno vantaggio?). Chi diceva “assolutamente no”, altri “sì ma solo per i maxi”, altri ancora sostenevano che dipenda dalle istruzioni di regata…

Per chiarirci definitivamente le idee lo abbiamo chiesto a Riccardo Provini, direttore tecnico dell’UVAI, scoprendo che sì, utilizzare i winch elettrici nelle regate IRC è consentito: basta segnalarlo quando si compila il modulo di richiesta del certificato di stazza.  Qui insomma sta il nostro errore: non avevamo spuntato la voce – per noi oscura, e quindi ignorata – “energia immagazzinata”.

Sarebbe cambiato qualcosa, ai fini del rating, dichiarando i winch elettrici? Lo vedremo presto, perché abbiamo già chiesto all’UVAI il nuovo certificato corretto. Ma lo stesso Provini dice che probabilmente cambierà talmente poco da lasciare il rating invariato.

fta_4394-copia_600L’epilogo. Per correttezza Vagula, scoprendosi in torto – ma sapendosi in buonafede, e questo non permettiamo a nessuno di metterlo in discussione – si è ritirata dall’ottava prova. Attende ora il nuovo certificato, per dimostrare a tutti che il suo errore non ha minimamente influito sui risultati [15 febbraio - arrivato il nuovo certificato: la classifica non sarebbe cambiata. Leggi l'aggiornamento]. Chiuderà il campionato, il prossimo fine settimana, nell’assetto previsto dal certificato di stazza con cui si è iscritta: cioè non utilizzerà i winch elettrici (e, per evitar polemiche, chiederà alla giuria di verificarlo). Dopodiché scenderà in acqua per combattere lealmente con i suoi avversari, come ha sempre fatto: per vedere chi riuscirà a leggere prima e meglio i capricci del vento, chi sarà più bravo a trasformare la pressione in velocità.

Perché è questo, non un winch elettrico, che ci fa tagliare spesso primi la linea d’arrivo.

PS – la giuria ha ignorato l’accusa di comportamento antisportivo.



Invernale Punta Ala: Fetch prima, a due prove dalla fine
10 Febbraio 2009, 4:27 pm
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Trent’anni e non sentirli: Fetch, il Baltic 42 di Gianni Murzi, continua nella sua straordinaria progressione e, con un secondo e un primo di giornata, si porta in testa alla classifica provvisoria del campionato invernale di Punta Ala a pari merito con Faster 2 (29 punti) e con un solo punto di differenza con Justina II.

Sono cinque regate che l’ottimo equipaggio di Fetch non sbaglia un colpo: quarto è il peggior risultato di una serie che comprende due primi, un secondo, un terzo e, per l’appunto, un quarto. Grande armonia e concentrazione a bordo, un set di vele nuove CSD e l’inserimento di alcuni componenti del CSD Sailing Team, fra cui il tattico Giacomo Del Nero e il tailer Luca Lalli, gli ingredienti di questi ottimi risultati. Il commento dell’armatore:

Caro Angelo – un grazie per averci dato la possibilità di arrivare a questi risultati, tramite vele molto veloci e un’iniezione di giovani di talento nel nostro equipaggio: veri talenti con cui è anche molto piacevole stare in compagnia a bordo.
Il medio si conferma la vela cannone nelle sue condizioni di vento: vela velocissima e con angoli di bolina che da tempo non vedevamo. Il #2 ha fatto il suo dovere egregiamente e lo spi nuovo tira a meraviglia, sebbene l’abbiamo usato solo in un bordo, quello finale – bordo che insieme alla bolina precendente fatta con il medio invece che con il #2, forse ci ha fatto vincere. Inoltre penso che finalmente si sia trovato la giusta regolazione della randa, anche grazie alle dritte di Giacomo, vela che così si è dimostrata veloce e sempre più che all’altezza della situazione.
Un grazie ancora tutto particolare a te, per aver messo insieme dei ragazzi di grande talento e per disegnare delle vele veloci.”

Gianni

Le classifiche provvisorie del Campionato invernale