Archiviato in: Buricchia Kammelasoru, GLS Stella, M37 Coconut, Regate di Primavera, La Spezia, acchiappasogni, amici miei, angelo costa, campionato invernale cala de medici, invernale punta ala 08-09, settimaa alassio 2009, silver sailing team, spirit of nerina, vagula | Tag: Acchiappasogni II, alessandro lenzi, alessio pratesi, amici miei, angelo costa, Coconut, costa sail design, CSD sailing team, eleonora de sabata, francesco gabbi, GLS Stella, leone taddei, luca pepi, ovidio belli, simone mancini, spirit of nerina, stefano de fuschi, vagula, veleria, velerie costa sail design
Sono passati solo tre mesi, ma il 2009 si sta rivelando un anno d’oro per le barche invelate CSD. D’oro come le vittorie inanellate da chi ha creduto nella qualità delle vele disegnate da Angelo Costa e, spesso, si è affidato alla professionalità del Sailing Team della veleria.
L’ultimo successo in ordine di tempo è il campionato primaverile di La Spezia, vinto da Acchiappasogni II di Silvio Siliprandi; ma sono da ricordare anche la vittoria di Coconut di Francesco Sodini al suo esordio nella Settimana di Alassio; Amici Miei, il Platu 25 di Giacomo Bufalini che ha dominato l’invernale di Cala de’ Medici; Spirit of Nerina di Marco Caglieris che si è aggiudicato l’invernale di Sanremo; GLS Stella di Beppe Cavalieri e Stefano Fava alla Coppa Carnevale; Vagula di Vito Catania che ha fatto suo l’invernale di Punta Ala e, in Sicilia, Kammelasoru Buricchia che ha vinto l’invernale di Catania.
“Vorrei ringraziare tutti i ragazzi del Sailing Team – nonostante non siano dei professionisti hanno fatto veramente la differenza” scrive Angelo Costa.
L’appuntamento come sempre è in acqua, per le prossime regate.
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Vagula, il Baltic 47 di Vito Catania, vince la decima e ultima prova del 28° Campionato Invernale di Punta Ala e si aggiudica il campionato IRC 2009 davanti a Justina, Betta Splendens, Faster 2 e l’ottimo Fetch che, nonostante i suoi trent’anni d’età, è rimasto a lungo in testa alla classifica.
Un campionato combattuto sino alla fine, sia in acqua che a terra, tanto che alla partenza dell’ultima prova erano ben cinque gli aspiranti al titolo IRC compresi nell’arco di appena tre punti. Fra questi Vagula che, dopo le polemiche delle settimane passate riguardo l’uso dei winch elettrici, scende in acqua con una gran voglia di regolare i conti sportivi in sospeso.
La regata, giocata sul filo dei nervi e dell’orgoglio, inizia però nel peggiore dei modi: a tre minuti dalla partenza il genoa si incastra nel pre-feeder e si rifiuta di salire o scendere. Mentre il conto alla rovescia prosegue inesorabile e la flotta si allinea in prossimità della barca giuria, Vagula arranca con la prua che tenta febbrilmente di risolvere il problema. Al minuto la situazione – letteralmente! – si sblocca: il genoa è finalmente a segno ma Vagula si trova dalla parte sfavorita della linea.
E’ l’ultima regata, ci si gioca il tutto per tutto. Il cuore è in gola, ma le idee sono chiare: Vagula, sola, va decisa a cercare il nuovo vento sulla destra. Sale anche oltre la layline in cerca di quel vento fresco che fa correre la nostra barca: agganciata per prima la pressione Vagula scende veloce e si presenta prima in boa, posizione che non mollerà più sino all’arrivo. Grazie anche all’ottima conduzione ed esecuzione delle manovre, Vagula guadagna metro su metro e respinge i tentativi d’attacco di barche ben più agili e performanti.
Vagula taglia per prima la linea d’arrivo vincendo la prova e il campionato. Una bella prova d’orgoglio addolcita dall’aver battuto, in mare, barche veloci e da regata pura che, per l’occasione, avevano schierato a bordo super-professionisti della vela. A dimostrazione che non sono i winch elettrici, ma Vagula il suo equipaggio, a far la differenza.
Vagula è sponsorizzata da Reys e dall’Azienda Agricola Gulfi. A bordo: al timone Vito Catania; Angelo Costa, timoniere e tattico; Luca Pepi e Leone Taddei, tailer; Francesco Gabbi, randa; Raffaele Catania, capo grinder; Eleonora de Sabata, drizze; Paolo Pierattini e Alessio Pratesi, albero; Leonardo Sforna, jolly; Stefano De Fuschi e Alessandro Lenzi, prua.
Le classifiche del 28 Campionato Invernale di Punta Ala: IRC e ORC
Il nuovo certificato IRC di Vagula conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: non sono i winch elettrici a far vincere le regate. Infatti, calcolando l’aggravio dei winch elettrici e l’abbuono per l’età, il BSF di Vagula per il 2009 migliora di 0,70.
Non possiamo sapere quanto, di preciso, abbiano inciso nel conto totale i winch elettrici, ma il direttore tecnico UVAI Riccardo Provini ci dice che è molto meno di secondo/miglio.
Ricalcolando le classifiche con il valore più alto possibile – un secondo/miglio, cioè molto più di quanto sarebbe stato l’handicap in realtà - nelle passate regate non sarebbe cambiato nulla: Vagula sarebbe ancora primo in classifica.
Comunque, basta polemiche. Sabato si torna in acqua a regatare.
Vincere, in mare.
Vince chi è più veloce, chi è più attento a leggere i capricci del vento, chi meglio trasforma la pressione in velocità. Basta questo a vincere: non servono scorciatoie, aiutini o proteste. Non a noi, per lo meno: è lo stile di Vagula, del suo armatore Vito Catania e di tutto il suo equipaggio. E invece sono state le polemiche a condizionare le regate, domenica scorsa a Punta Ala.
Sul banco degli imputati Vagula, un Baltic 47, una barca da vera crociera (14.500 chili, coperta e interni in teak, due frigoriferi, condizionatore d’aria, computer, televisore e Dio sa che altro) ma che, disegnata da Judel/Vrolijk, con più di 15 nodi è velocissima in acqua. Tanto da passare, con le ultime regate di domenica, nettamente in testa alla classifica generale IRC del campionato. Troppo avanti, evidentemente, per una barca da crociera pura. Così è piovuta una protesta. L’accusa? Utilizzo di winch elettrici. E, addirittura, comportamento antisportivo.
Vero: gli unici quattro winch di Vagula sono elettrici. Vagula infatti è un Baltic, una barca da crociera vera: bellissima e pesantissima, una randa senza trasto, un fiocco che non ha manovre correnti sulle rotaie. E i suoi winch elettrici sono perfetti in crociera, ma certo non efficienti in regata: sono lenti, hanno una marcia sola ed è impossibile farci regolazioni di fino tanto che – è successo – la rottura di una vela è sempre in agguato. Meglio, molto meglio, winch manuali a tre velocità: risparmieremmo, tra motorini e batterie, trecento chili di peso; e per la fatica… con un equipaggio di 12 persone, la potenza dei bicipiti non ci mancherebbe di certo.
Sì: abbiamo usato i verricelli elettrici su Vagula. Apertamente, senza mai nasconderlo. Convinti, in perfetta buonafede, che in IRC fosse consentito. Per questo la protesta ci ha presi totalmente in contropiede.
Ma si possono usare i winch elettrici? Bastava un giro in banchina per capire che c’è davvero molta confusione in merito. Comprensibilmente, visto che praticamente non esistono barche da regata che li usino (che nessuno ci abbia pensato o perché forse non danno vantaggio?). Chi diceva “assolutamente no”, altri “sì ma solo per i maxi”, altri ancora sostenevano che dipenda dalle istruzioni di regata…
Per chiarirci definitivamente le idee lo abbiamo chiesto a Riccardo Provini, direttore tecnico dell’UVAI, scoprendo che sì, utilizzare i winch elettrici nelle regate IRC è consentito: basta segnalarlo quando si compila il modulo di richiesta del certificato di stazza. Qui insomma sta il nostro errore: non avevamo spuntato la voce – per noi oscura, e quindi ignorata – “energia immagazzinata”.
Sarebbe cambiato qualcosa, ai fini del rating, dichiarando i winch elettrici? Lo vedremo presto, perché abbiamo già chiesto all’UVAI il nuovo certificato corretto. Ma lo stesso Provini dice che probabilmente cambierà talmente poco da lasciare il rating invariato.
L’epilogo. Per correttezza Vagula, scoprendosi in torto – ma sapendosi in buonafede, e questo non permettiamo a nessuno di metterlo in discussione – si è ritirata dall’ottava prova. Attende ora il nuovo certificato, per dimostrare a tutti che il suo errore non ha minimamente influito sui risultati [15 febbraio - arrivato il nuovo certificato: la classifica non sarebbe cambiata. Leggi l'aggiornamento]. Chiuderà il campionato, il prossimo fine settimana, nell’assetto previsto dal certificato di stazza con cui si è iscritta: cioè non utilizzerà i winch elettrici (e, per evitar polemiche, chiederà alla giuria di verificarlo). Dopodiché scenderà in acqua per combattere lealmente con i suoi avversari, come ha sempre fatto: per vedere chi riuscirà a leggere prima e meglio i capricci del vento, chi sarà più bravo a trasformare la pressione in velocità.
Perché è questo, non un winch elettrico, che ci fa tagliare spesso primi la linea d’arrivo.
PS – la giuria ha ignorato l’accusa di comportamento antisportivo.
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Week-end di vento a Punta Ala, dove si sono disputate tre regate. In acqua diverse barche invelate CSD e con membri del CSD Silver Sailing Team fra cui Vagula, il Baltic 47 di Vito Catania, e Fetch, il Baltic 42 di Gianni Murzi.
Vinta la prova di sabato, e passata così in testa alla classifica generale, nella prima prova di domenica Vagula arriva seconda in reale all’arrivo, e probabilmente di nuovo prima in tempo compensato. Purtroppo però era incappata in un OCS (in compagnia di altre 7 barche su 15 IRC partenti – cosa che non ha purtroppo convinto la giuria a dare un richiamo generale e a far ripetere la partenza): prova da scartare, quindi.
Buona la reazione di Vagula, che nella seconda prova della giornata – caratterizzata da notevoli salti e cali di vento… e dalla posa della linea di arrivo “in corsa” davanti la prua delle barche – si piazzava seconda.
Ottimo anche il fine settimana di Fetch, il Baltic 42 di Gianni Murzi invelato CSD, che con un’ottima serie di piazzamenti (3-1-4) sale in seconda posizione nella classifica generale davanti a Vagula.
Poca aria nel bel week-end a Punta Ala, dove si è disputata l’ultima regata della (ufficiosa) prima manche del Campionato Invernale. Dopo aver aspettato a lungo in mare si è finalmente alzata un po’ d’aria che, con punte di 10 nodi ma abbastanza incostante, ha consentito di disputare una regata regolare.
Pur non essendo le sue condizioni ideali, Vagula – il Baltic 47 di Vito Catania invelato CSD e con a bordo il CSD Sailing Team – ha chiuso al 3° posto ad appena 10″ dal secondo (il Comet 38S Betta Splendens) e 30″ dal primo (il Grand Soleil 37 Justina 2). Vagula sale così al 2° posto in classifica generale, a due punti da Betta Splendens.
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Vagula primo a Punta Ala, GLS Stella primo e secondo a Marina di Carrara e buone prove di Acchiappasogni a Lavagna: ottimo fine settimana di regate per le barche invelate CSD!
Ottimo fine settimana per le vele CSD che hanno dominato i campi di tutto il Tirreno. Vagula, il Baltic 47 di Vito Catania con a bordo il CSD Silver Sailing Team, ha vinto la prova di domenica del campionato invernale di Punta Ala. Sponsorizzata da Reys, azienda che si occupa di ricerca, sviluppo, produzione e assistenza di ausiliari chimici di produzione e dall’azienda agricola Gulfi, Vagula si attesta al terzo posto nella classifica generale IRC. Sesto è Fetch, il Baltic 42 di Gianni Murzi che schiera a bordo Francesco Lagirti e Jan Inghilesi (Leggi le classifiche aggiornate di Punta Ala).
In Liguria Acchiappasogni II, il Comet 45 di Silvio Siliprandi timonato da Gianluca Viganò con il Dreamcatcher Sailing Team coadiuvato dal Nerina Sailing Team chiude al 5° posto (qui le classifiche), mentre a Marina di Carrara la velocissima GLS Stella, il Sydney 46 di Stefano Fava e Beppe Cavalieri supportato nella tattica a da Roberto Maffini (armatore del Farr 53 QQ7), chiude il fine settimana con un primo e un secondo posto. Grazie anche agli ottimi risultati delle regate precedenti, GLS Stella si attesta al secondo posto della classifica generale (qui le classifiche) nel campionato carrarino.
E infine scendiamo a Catania, dove si è svolta la terza prova del XIX Campionato Autunnale: anche qui protagonista una barca invelata CSD. Buricchia Kammelasoru, l’X332 di Emaldi, chiude una regata impegnativa con vento sostenuto al terzo posto e, grazie alla costanza dei piazzamenti, mantiene il comando della classifica generale del campionato (qui le classifiche).
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Dopo una settimana di tempo molto instabile, il week.end del 7 e 8 novembre ha regalato alla Toscana due bellissime giornate di sole. Tempo ideale per prendere il sole ma non per regatare: Vagula – il Baltic 47 di Vito Catania invelato CSD e con il CSD Silver Sailing Team a bordo – come le oltre 30 barche iscritte al Campionato Invernale di Punta Ala ha ciondolato in mare per ore attendendo che il vento raggiungesse intenistà e costanza necessarie alle regate. Invano.
Ci rifaremo fra due settimane!
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Con ottobre ha inizio la nuova stagione del Silver Sailing Team.
Dai monotipi alle grandi barche d’altura, il team ha in programma un intenso periodo di allenamenti e regate invernali in preparazione per l’impegnativa stagione 2009.
Sono molte le barche su cui si alternerà regolarmente il SST, dai competitivi e veloci monotipi (il Platu 25 Amici miei di Giacomo Bufalini, l’X-41 C-Map di Joe Borghetti e il Comet 45 Acchiappasogni II Silvio Siliprandi), al grintoso Sydney 46 GLS Stella di Stefano Fava e Beppe Cavalieri e gli splendidi Baltic 42 Fetch di Gianni Murzi e Baltic 47 Vagula di Vito Catania.
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Vito Catania al timone del suo Vagula
Marciana Marina, 26-29 giugno – Tre giorni di vento leggerissimo hanno caratterizzato l’Italian Golden Trophy di Marciana Marina, all’Elba. Solo le barche più leggere hanno potuto esprimersi al massimo in condizioni certamente non ideali per Vagula, il Baltic 47 di Vito Catania con a bordo il SST – ed eccezionalmente anche Luca Baldisserri, direttore sportivo della Ferrari. “Anche con poco vento è stata un esperienza piacevole” ha commentato Baldisserri – una situazione ben diversa da quella della Formula 1 e sicuramente più rilassante.


